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Intervento su apertura avversaria di 1NT
Abbiamo visto che, se siamo opportunamente equipaggiati, sull’apertura di 1NT siamo in grado di gestire al meglio tutte le possibili mani con qualunque punteggio.
Per questo motivo è molto importante intervenire sull’apertura avversaria di 1NT allo scopo di rendere più difficoltoso lo scambio d’informazioni e lo sviluppo della licita avversaria. La problematica relativa all’intervento su apertura di 1NT è stata molto studiata dagli analisti e sono disponibili in letteratura parecchie convenzioni che
trattano questo argomento. Le piu’ note sono le seguenti: Landy, Brozel, Becker, Astro, Astro pinpoint, Cappelletti, DONT e DONT R&N.
Tutte queste convenzioni hanno in comune i requisiti necessari per intervenire. L’intervento viene eseguito solamente con mani sbilanciate, con bicolori per lo meno 5-4, ed hanno tutte la dichiarata intenzione di disturbare le comunicazioni avversarie.
Per poter scegliere a ragion veduta tra ben 8 convenzioni che concernono il medesimo argomento, dobbiamo impiegare dei criteri oggettivi di selezione.
I criteri sono i seguenti:


1) Frequenza d’impiego: il nostro scopo è di disturbare la licita avversaria, quindi maggiore sarà la frequenza dell’intervento maggiore sarà il disturbo arrecato.
2) Palo nobile posseduto sempre noto: i pali nobili sono quelli che hanno
maggiore potere d’interdizione perché costringono l’avversario a licitare ad un livello più alto. E’ quindi positivo che il nobile posseduto dall’interferente sia noto il più sovente possibile.
3) Frequenza con la quale sono noti entrambi i pali della bicolore posseduta: sia per il proseguimento della licita sia per l’attacco, più sovente si conoscono entrambi i pali dell’interferente meglio è.
4) Livello della risposta di scelta del compagno dell’interferente: più basso è il livello della licita di scelta del compagno dell’interferente tra i due pali della bicolore, meglio è perché meno stringenti sono i requisiti necessari per l’intervento stesso e quindi più frequente risulta l’intervento.


Alla luce dei 4 criteri sopra esposti, la convenzione più performante è la DONT R&N  che funziona come segue:

 


W      N      E      S
-         -    1NT   2§= minimo 5-4 nei minori su cui Nord passa o

                                 corregge a 2¨.
                         2¨ = minimo 5-4 nei nobili su cui Nord sceglie tra 2© o

                                  2ª.
                         2© = 5© più minore 4°+ ignoto a lato, oppure 6+©
                         2ª = 5ª più minore 4°+ ignoto a lato, oppure 6+ª
Il punteggio richiesto per l’intervento varia a seconda della vulnerabilità e della distribuzione e può andare da 6-7 punti sino ad un punteggio d’apertura.
L’importante è che i punti posseduti, pochi o tanti che siano, siano concentrati nei pali di cui si è palesato il possesso.

 

 

 

 

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La risposta 2 ambiguo su apertura di 1NT


La convenzione chiamata Stayman è stata inventata durante la seconda guerra mondiale dal Signor Marx in UK e contemporaneamente dal Signor Rapee negli USA.
Rapee aveva come compagno di gioco abituale Stayman che, favorevolmente impressionato dalla trovata del compagno, studiò la convenzione, la codificò e la pubblicò in un articolo sul mitico Bridge World. Da quel momento in poi la convenzione si diffuse rapidamente appunto sotto il nome di 2§ Stayman.
Sin dall’inizio tale convenzione aveva due versioni, forzante e non forzante, a seconda che il rebid dell’apertore su 2§ del compagno fosse passabile oppure no.
Oggi giorno la grande maggioranza dei giocatori di Circolo, usano la versione forzante in quanto il requisito per poter rispondere 2§ prevede il possesso di almeno 8+ punti e ciò rappresenta una grave limitazione.
Infatti giocando la risposta 2§ in versione forzante , vanno perse le possibilità di gestire al meglio le seguenti mani del rispondente :


  1. a) 5-4 nei nobili con punteggio competitivo (0-6 HCP) o invitante (6-7

    HCP)
b) Tricolore con singolo / vuoto a § con punteggio competitivo ( 0-6 HCP )

    o invitante ( 6-7 HCP ) (detta garbage Stayman )
c) 5-5 nei nobili con punteggio competitivo ( 0-6 HCP )
d) Nobile 4° e minore 5° con mano da manche.


Nei 4 casi sopra elencati, illustrati in dettaglio nello specifico argomento, se non si usa il 2§ ambiguo, il rispondente o non ha licita oppure deve ripiegare sul transfer rischiando, nel 50% dei casi, di perdere il possibile miglior fit nell’altro nobile.
La risposta 2§ ambiguo su apertura di 1NT promette quindi 0+ HCP e chiede all’apertore di palesare l’eventuale possesso di un nobile 4° con solamente 3 rebid:


  N         S
1NT       2§
2¨ = No nobile 4°
2© = Ho 4© ma non nego 4ª
2ª = Ho 4ª e nego 4©


Il rispondente può passare su qualunque delle 3 risposte, oppure può continuare la licitazione, come descritto in dettaglio nello specifico argomento, a seconda della propria distribuzione.
Va quindi assolutamente evitato il rebid 2NT = ho entrambi i nobili quarti perché, nel caso in cui il rispondente fosse debole, sarebbe costretto a licitare a livello di 3.
Va notato che la dichiarazione 2§ ambiguo non ci fa assolutamente perdere nulla rispetto al 2§ con 8+ punti, ma ci permette di gestire al meglio i 4 tipi di mano sopra elencati.

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Prefazione


Qualche tempo fa, durante un’intervista, fu chiesto a Lorenzo Lauria cosa consigliasse a un giocatore o giocatrice di Bridge che vo lesse migliorare il proprio livello.
Di Lorenzo Lauria si dice che, qualunque mano gli capiti, lui l’abbia già giocata perché ne ha giocate talmente tante ed ai massimi livelli, che sembra difficile che gli possa capitare una mano mai vista prima. Si tratta infatti non solo di uno dei giocatori piu’ forti al mondo ma anche di un giocatore di lunga esperienza.
La risposta di Lorenzo alla domanda del giornalista fu immediata.

“Studiare, studiare e studiare...”
Sembra infatti che anche lui, a dispetto della sua lunga esperienza o forse proprio a causa di questa , ancora oggi col suo fido compagno Alfredo Versace, non faccia altro che studiare, studiare e studiare..
Le differenze tra i grandi giocatori, come Lorenzo, ed i normali giocatori di Club sono immense ma penso che si possano circoscrivere in due settori ben precisi:


La visione di gioco. L’estrema concentrazione al tavolo dei grandi giocatori, permette loro di raccogliere un rilevante numero d’informazioni dalla licitazione, passo incluso, dall’attacco e dal gioco della carta. Tutte queste tessere vengono assemblate per ricomporre un mosaico estremamente informativo che permette di, come si dice in gergo, “fare la mano” degli avversari in tempi molto rapidi. In questo campo penso che noi, giocatori normali, potremo senz’altro migliorare ma in maniera
molto modesta. Non è senz’altro in questo campo che potremo avvicinarci ai grandi campioni.


La preparazione. I grandi campioni sono tutti meticolosamente preparati ad affrontare in maniera ottimale, praticamente tutte le possibili mani che possono capitare. Benché alcune soluzioni possano essere più brillanti di altre, in questo campo il consiglio di Lorenzo diventa la chiave per poterci avvicinare ai grandi campioni senza avere tuttavia la presunzione di poterli raggiungere.
Se noi, d’accordo col compagno abituale, aggiungiamo gradatamente, mano dopo mano, una soluzione licitativa al nostro arsenale dichiarativo, aumenteremo il numero di mani, iniziando dalle più frequenti, che sappiamo gestire in maniera ottimale.
I risultati saranno tangibili perché maggiore è il numero di mani che sappiamo gestire in maniera ottimale, maggiore sarà la frequenza con cui queste mani ci capiteranno.
Non arriveremo certo a far paura a Lorenzo Lauria , anche se ve lo auguro di cuore, ma certamente i nostri risultati miglioreranno sensibilmente.

 

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